il network

Sabato 10 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione


PENDOLARI

Estate e bus sostitutivi: che accoppiata!

Estate e bus sostitutivi: che accoppiata!

La stazione di Cremona

enrico galletti

enrico galletti

Biografia

Biografia

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

L'estate regala ai pendolari i pullman sostitutivi. I pullman sostitutivi regalano ai pendolari un'alternativa all'eliminazione di molte corse ferroviarie. Fin qui tutto bene. Se non fosse per il fatto che di regalo, talvolta, se ne conta un terzo: molto spesso, questi autobus sostitutivi rispettano orari che spaziano tra l'immaginazione e (forse?) la fretta di finire il turno e tornare a casa. Voglio rendervi partecipi di due episodi che mi sono capitati durante l'estate e che sono cronologicamente opposti. In questo post vi racconterò il primo, in una prossima pubblicazione invece spiegherò il secondo.

Giugno. Scuole terminate, molti treni sostituiti dai bus. Un normale lunedì pomeriggio. Mi reco a Cremona per incontrare degli amici. Rimango in città tutto il pomeriggio e alle 18 mi incammino verso la stazione per rientrare a casa, a Torre de' Picenardi (sì, la famosa Cr-Mn...). Parto con largo anticipo (il pullman è alle 18:27). Alle 18:18 (sono certo dell'orario per aver ricevuto una telefonata proprio in quell'istante) mi trovo nel piazzale della stazione, da dove partono i bus sostitutivi. Il 18:27 a quel punto parte, davanti ai miei occhi, con largo anticipo. Tento invano di inseguirlo (correndo a più non posso), ma non c'è nulla da fare. Pullman 'perso' (se così si può dire), quando il mio orologio segna un anticipo di ben dieci minuti. Colmo di rabbia, mi reco in stazione a chiedere spiegazioni, il personale non sa (giustamente?) aiutarmi. Non mi arrendo. Non mi resta che telefonare alla compagnia incaricata da Trenord del servizio di trasporto locale. Parlo proprio con l'autista di quella corsa che, non si sa come (e nemmeno voglio saperlo, né lanciare accuse) mi risponde mentre è alla guida. Chiedo subito spiegazioni. Il gentile autista, con aria di superiorità, mi fa notare di essere partito al giusto orario, quando in realtà la stessa nostra conversazione si svolgeva qualche minuto prima dell'effettivo orario di partenza della corsa. Glielo faccio notare. L'interlocutore risponde: "Io non so cosa dirle, mi dispiace". Dispiace anche a me, ma qualcosa avrei pur dovuto fare. Arrabbiato per l'ennesima presa in giro mi presento all'autista, mentre questo rimane al telefono. Gli spiego in due parole del mio blog sul sito del quotidiano 'La Provincia', gli faccio notare di avere una bella storia (quella nostra telefonata) da raccontare ai miei lettori, sempre al telefono. Poi lancio l'ultimatum: "Lei, in qualità di autista della corsa che ha lasciato a piedi delle persone, come si difende?" L'interlocutore, che mi ha nel frattempo lasciato parlare senza dire nulla, cambia clamorosamente atteggiamento, e risponde: "Ammetto di essere partito qualche (qualche!) minuto prima, ma ormai non torno più indietro e non so cosa farci". Ha ammesso. Mentre prima negava. Come mai? In più non sa cosa farci. Nemmeno io. Anzi no, io so cosa fare... Non mi resta che prendere in mano il telefono e chiamare i miei genitori, chiedendo di venirmi a prendere (25 minuti di strada all'andata e altri al 25 ritorno, io ad aspettarli con 38 gradi).
Riesco anche ad anticipare al telefono le motivazioni di questo disguido, spiego loro che anche questa volta sono loro a dover pagare il prezzo di servizi che non si dimostrano all'altezza di questo nome. Loro annuiscono e partono, con la solita rassegnazione tipica di chi è stufo delle solite lamentele 'campate in aria'.

enricogalletti7@gmail.com

01 Settembre 2015

Commenti all'articolo

  • Enrico

    2015/09/04 - 17:05

    Buongiorno, La ringrazio di aver letto i miei articoli e di aver espresso il suo parere. Rispondo al suo commento - che è stato pubblicato per correttezza, anche se la sua gentilezza mi ha davvero colpito - in tre punti: 1. Non sono parente di nessuno della redazione del giornale 'La Provincia'. 2. Nel post che legge, mi sono limitato a riportare, con la dovuta autoreferenzialità, una situazione che mi ha visto protagonista insieme ad altri pendolari. 3. Personalmente, non ho nulla contro i 'vecchi giornalini di classe' che lei cita. La invito a scrivermi (enricogalletti7@gmail.com) e a fornirmi un'opinione più articolata sul blog e su quello che scrivo, magari senza perdersi in paragoni poco calzanti...

    Rispondi

  • arcelli

    2015/09/01 - 19:07

    ma lei per scrivere scemenze e articoli di quart'ordine,è parente di qualcuno della redazione?sembrano gli inserti dei vecchi giornalini di classe,che tristezza

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000