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Bolt e Federer ancora vincenti ma già nella storia

Bolt e Federer ancora vincenti ma già nella storia

Roger Federer e Usain Bolt

luca puerari

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In una domenica che gli appassionati di sport potrebbero tranquillamente definire 'golosa' per quantità e qualità di eventi, due stelle brillano più di altre: Usain Bolt e Roger Federer.

Ebbene sì: nella domenica in cui è partita la serie A, tra l'altro con risultati clamorosi (Juventus sconfitta in casa dall'Udinese), in cui il calciomercato impazza, in cui in Belgio sul circuito di Spa la solita doppietta Mercedes è finita in secondo piano spazzata via dalla feroce polemica tra Sebastian Vettel (Ferrari) e Pirelli dopo l'esplosione di una gomma in pieno rettilineo a due giri dalla fine, in cui Vincenzo Nibali è riuscito a farsi squalificare dalla Vuelta per essersi fatto trainare dall'ammiraglia, la ribalta principale se la prendono due fenomeni assoluti dell'atletica leggera e del tennis. Bolt ai campionati del mondo di Pechino ha vinto la medaglia d'oro dei 100 metri (la terza della sua carriera ai mondiali) e Federer, 34 anni suonati, ha vinto per la settima volta il torneo Master 1000 di Cincinnati (87esimo successo di una carriera irripetibile) battendo Novak Djokovic, numero uno del mondo.

Lo sport vive delle storie di campioni che emozionano i tifosi con le loro imprese e questi due personaggi rappresentano davvero i loro sport: l'atletica leggera ha il volto di Usain Bolt e il tennis quello di Roger Federer.

Bolt, la freccia della Giamaica, alla soglia dei 30 anni, era arrivato ai mondiali di Pechino per la prima volta dopo tanti anni senza i favori del pronostico. Qualche 'intenditore' nei mesi scorsi l'aveva già dato sul viale del tramonto… In effetti i risultati della stagione non erano stati eclatanti, meglio di Bolt aveva fatto Justin Gatlin, sprinter americano fortissimo (oro alle Olimpiadi di Atene nei 100 metri) ma con una squalifica per doping alle spalle.

Ma una volta sui blocchi di partenza Bolt ha fatto ancora la differenza. Pur rischiando in semifinale (corsa male, inciampando e rischiando di cadere al quarto appoggio), pur restando lontano dal suo record mondiale, pur confermando - insomma - di non essere il miglior Bolt, la freccia giamaicana ha vinto confermandosi re della velocità. Ha battuto tutti con le gambe e ancora prima con la testa. Immenso e unico.

Per Federer non ci sono più parole. Anche lui, dato per morto cinque o sei anni fa, proprio ora sta giocando il miglior tennis di sempre. Sul cemento di Cincinnati ha dato lezione di tennis prima a Andy Murray in semifinale e poi a Djokovic in finale, rispettivamente numero 2 e numero uno del mondo. King Roger sul campo si diverte e gioca 'libero', ha già dimostrato tutto a tutti e più volte. C'è da augurarsi che per il bene di questo sport non pensi al ritiro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

24 Agosto 2015

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