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Domenica 04 Dicembre 2016

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Creare un giornalino tra ragazzi, d’estate, ‘con il caldo che fa’

Creare un giornalino tra ragazzi, d’estate, ‘con il caldo che fa’

I ragazzi del Grest di Torre impegnati nella realizzazione del giornalino

enrico galletti

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Grest: divertimento, alimentazione, giochi, estate, ma anche carta stampata. È una storia interessante quella che coinvolge tre educatori e alcuni bambini del grest di Torre de’ Picenardi, che tra le varie attività estive, quindi fra giochi, piscina e vari divertimenti, hanno deciso di dar vita a una redazione autonoma, per pubblicare un giornalino ogni settimana.

Un progetto partito da zero. Otto pagine a colori da riempire ogni sette giorni, con il riassunto della settimana passata e con contenuti sempre diversi, imparando così a fare i conti con scadenze, lunghezze, grafica e stampa. Non è facile convincere bambini e ragazzi, ma anche se stessi, di dover chiudere un’edizione ancora prima che la settimana di cui si parla sia terminata. E qui sta il bello. È come evitare di trattare argomenti che, al momento dell’uscita, sarebbero già ‘vecchi’. "Se in questo ultimo numero inseriamo il programma della serata finale del grest, che è venerdì, sabato e domenica il giornalino sarà già da buttare", faceva notare un ragazzo delle medie.

Ogni lunedì mattina si faceva una piccola riunione per decidere cosa trattare a chi affidare i vari argomenti, mentre da martedì mattina i ragazzi (età media: 12 anni) iniziavano a scrivere. Gli animatori hanno lasciato spazio ai ragazzi, cercando di intervenire il meno possibile sulle scelte dei ‘giovani cronisti’. La chiusura di ogni edizione era fissata, al massimo, per ogni giovedì sera. A quel punto iniziava l’impaginazione, seguita poi dalla stampa e dalla distribuzione in 400 copie. Una ‘squadra di lavoro’ che ha funzionato. Ognuno con il suo compito, con le sue capacità e con il suo entusiasmo. E i risultati si possono definire più che soddisfacenti. Mai avrei pensato che un ragazzo di 12 anni, in gita a un parco acquatico con gli amici, avrebbe potuto pensare al reportage da fare il giorno dopo in ‘redazione’, stando attento quindi ad ogni minimo dettaglio, anche a quelli superflui, perché poi, come ha detto lui: "Si fa sempre in tempo a tagliare".


Probabilmente ai ragazzi che hanno fatto parte della redazione, durante l’estate, mancherà il ritmo e la squadra che avevano creato. Sta di fatto, però, che un giornalino, un giornale, ma anche solo una semplice rubrica a più mani gestita dai giovani potrebbe diventare un mezzo di comunicazione fisso e importante, per far sentire il loro punto di vista e per mettere in gioco le loro idee. Una scommessa aperta. I giovani devono farsi avanti in questo campo, con le loro idee e con la loro intraprendenza, messe in gioco per abbattere le ‘etichettature’.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

16 Luglio 2015

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