il network

Giovedì 08 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione


IL DECLINO DI CREMA

Gara rifiuti, ex sindaci in campo: fermiamoci e riflettiamo

Documento e interrogazioni in consiglio comunale: e intanto restano senza risposta alcune domande

Gara rifiuti,  ex sindaci in campo: fermiamoci e riflettiamo
antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

Le domande sulla gara per l’appalto rifiuti che avevo posto il primo luglio durante la conferenza dei sindaci di Scrp continuano a rimanere senza risposta. Né il presidente di Scrp Pietro Moro, né il presidente della conferenza dei sindaci Guido Ongaro hanno abbozzato una spiegazione. Poiché gli interrogativi rimangono attuali li riproporrò ufficialmente nei prossimi giorni.
Il tempo è galantuomo e prima o poi qualcuno spiegherà perché alcuni sindaci dispongono di una documentazione completa e altri di una ridotta e, quindi, in grado di giudicare con maggior cognizione di causa i termini della questione. E se il motivo della discriminazione è la riservatezza, allora si devono giustificare i parametri con i quali si è deciso che alcuni sindaci sono più affidabili di altri nel mantenerla. Non esistono sindaci di seria A e sindaci di serie B. I primi, degni di fiducia. I secondi, no. Ed è risibile la soluzione trovata - dopo lo scoppio della polemica - di concedere a tutti i sindaci la possibilità di visionare i documenti nella sede di Scrp.


Qualcuno dovrà spiegare perché non si è presa in considerazione la richiesta di proroga del contratto avanzata da Lgh.


Qualcuno dovrà spiegare perché non si è votato l’ordine del giorno del 18 giugno scorso:  formalizzazione dell’avvio del processo di gara, così come previsto dalla convenzione. Il primo luglio se ne è votato un altro. Non quello.


Qualcuno dovrà spiegare perché, nelle settimane scorse, è stato prorogato il Consiglio di amministrazione di Lgh senza cogliere l’occasione per sostituire il rappresentante di Scrp nel medesimo consiglio di amministrazione. Rappresentante che è al centro di un possibile conflitto di interessi.


Si potrebbe continuare ma sarebbe una ripetizione. Chi vuole può leggere i dieci punti completi aprendo questo link: http://www.laprovinciacr.it/blog/120191/Appalto-rifiuti--le-domande-alle.html.


Fingere l’inesistenza delle domande non giova a nessuno. Non a Scrp e neppure alla Conferenza dei sindaci. Lasciare spazio ai dubbi è deleterio per chi governa. E la rigidità è il mezzo migliore per non risolvere i problemi. Si parva licet e, con tutto il rispetto che le due persone meritano, Moro e Ongaro per ora non sono ancora dei padreterni che governano il mondo. Non sono ancora dei Martin Schulz, presidente del parlamento europeo. Non sono ancora dei Marchesi del Grillo. Certo nessuno dei due si sognerebbe di dire, come il famoso marchese cinematografico, «io so’ ìo, e voi non siete un cazzo» e, di sicuro, il loro atteggiamento è solo un’involontaria caduta di stile, però ora pongano rimedio allo scivolone. Basta poco: rispondano alle domande poste e nessuno avrebbe da recriminare.


Sulla vicenda rifiuti, c’è da registrare la presa di posizione di sei ex sindaci. Chiedono, scevri da pregiudizi ideologici o da convinzioni preconcette, di verificare la possibilità di proroga del contratto del servizio di igiene ambientale attualmente in essere. Possibilità scaturita da una richiesta formulata dalla medesima azienda che svolge il lavoro. Il documento (Leggi) è una novità assoluta : non è mai successo che un gruppo di ex sindaci scendesse in campo in maniera così determinata. E’ un segnale da non sottovalutare. E’ una richiesta di partecipazione che meriterebbe anch’essa una risposta. La lettera è stata inviata al presidente Moro e ai sindaci-soci di Scrp.


Secondo gli ex Achille Zanini (Monte Cremasco), Carlo Peretti (Bagnolo Cremasco), Ernesto Baroni Giavazzi (Chieve), Giuseppe Rioldi (Dovera), Giovanni Alchieri (Vaiano Cremasco), Luigi Gandelli (Spino d’Adda) il presupposto della loro richiesta è da ricercare nella normativa modificata negli ultimi mesi. Gli ex sindaci, sottolineano infatti: « I consigli comunali hanno deliberato di conferire a Scrp il mandato per il bando di gara per la gestione del servizio rifiuti e, al tempo, la proroga non era contemplata fra le possibilità previste dai dispositivi legislativi vigenti. Ora la normativa lo permette». Da questa premessa si snoda una disamina assai lineare della situazione e degli avvenimenti che hanno caratterizzato il dibattito di queste settimane. La conclusone è semplice: «Perché è stata respinta la proposta di sospensione presentata da alcuni sindaci che chiedevano più tempo a disposizione per meglio esaminare gli aspetti qualitativi ed economici del futuro servizio rifiuti? Perché c’è stata una totale bocciatura della proposta che l’attuale gestore voleva presentare? Non si poteva quantomeno valutarla, discuterla ed eventualmente chiederne alcune modifiche prima di respingere questa disponibilità?».


Insomma, altre domande che si assommano alle precedenti. Anch’esse attendono una risposta.


Intanto Baroni Giavazzi, uno dei sei ex sindaci e ora consigliere comunale a Chieve, ha presentato un’interrogazione (Leggi) al sindaco Davide Bettinelli, nella quale, «vista la lettera del 10/7/2015/ a firma di ex sindaci», chiede «che i Consigli comunali vengano messi a conoscenza e si esprimessero sulle modalità della gara, che visto l’art. 43 della Direttiva Europea (2014/23/UE) è di fatto superato da una proroga, che se attuata, ci consentirà di preparare la gara con più tranquillità e trasparenza». Prima di arrivare alla conclusione Baroni Giavazzi non manca di tracciare una ministoria dell’appalto rifiuti. Parte dal 2004 e arriva ad oggi. Nell’interrogazione trova spazio anche una scomunica al Comitato ristretto. «Non riconosco – scrive Baroni Giavazzi – la legittimità del Comitato ristretto dei sindaci che dovrebbe fare da tramite e non sostituire il consiglio di amministrazione della partecipata».
Ultime notizie informano che l’interrogazione dovrebbe essere presentata anche in altri comuni.


Ha senso che il Comitato ristretto - come è avvenuto ultimamente - si riunisca con il Consiglio di amministrazione di Scrp mezz’ora prima dell’inizio dell’assemblea? A che scopo: per partorire documenti da fare approvare senza un dibattito degno di tale nome? E per cortesia, non si dica che durante la conferenza dei sindaci del primo luglio c’è stato confronto. Tuttalpiù, uno scontro. Se il comitato ristretto decide la linea lo si dichiari apertamente. Infine non si dimentichi come è stato nominato il comitato ristretto in carica. Per chi è interessato, ecco la cronaca di quella votazione pubblicata il 14 luglio dello scorso anno su questo blog http://www.laprovinciacr.it/blog/93680/Scrp--serve-ancora-ai-comuni.html


«Terminata la votazione sul bilancio, Stefania Bonaldi, sindaco di Crema propone di votare i sindaci subentrati ai 7 decaduti. Informa che  i sette sindaci subentrati interpellati sulla proposta di inserirli nel comitato ristretto e hanno accettato. Pertanto bastava alzare la mano e la pratica era archiaviata. Piccolo dettaglio: nessuno degli altri sindaci era stato avvertito della proposta. Era già stato tutto deciso. La dimostrazione: un minuto prima dell’intervento della Bonaldi veniva proiettata per sbaglio una slide con la composizione del nuovo consiglio ristretto. Non si era ancora votato per i sette e già era apparsa la composizione del nuovo consiglio ristretto. Senza contare che essendo stata rinnovata l’assemblea per ben oltre la metà dei suoi componenti  si era costretti a votare degli sconosciuti. Paolo Riccaboni, sindaco di Spino d’Adda s’accodava alla Bonaldi e spiegava, con una dialettica invidiabile, che era la soluzione di buon senso.  Buon senso?  E la democrazia? Sarebbe stato più logico rimandare la nomina. Il comitato ristretto è organismo consultivo, e non decisionale, quindi non c’era nessuna fretta. Riccaboni ha rilevato che il rinvio avrebbe provocato discussioni infinite. Perché infinite? Si ha paura del confronto? Costava molto avvertire gli altri sindaci della proposta? Probabilmente nessun sindaco avrebbe eccepito. Questione di metodo e non di nomi. Metodo che  rivela però un modo di agire a dir poco discutibile».


Mi astenni. Come potevo giudicare positivamente o negativamente i nuovi candidati? Non li conoscevo. Così va il mondo. A Crema, Repubblica del Tortello.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

13 Luglio 2015

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000