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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Batman Arkham Knight - recensione PS4

Batman Arkham Knight - recensione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Chiudiamo la saga del cavaliere mascherato con l’arrivo su next gen del suo costume iper tecnologico e qualche secchiata di adrenalina e testosterone.

Arkham e Gotham sono ormai fuse in un groviglio di lamiere, pietre metallo. Una città utopica in cui svettano i palazzi più alti, come nemmeno a Dubai ci sono, per poi osservare catapecchie incuneate tra statue e strade di dei ormai caduti. Il trailer ci parla di Batman, della sua morte, una leva emozionale fortissima nei confronti del giocatore, che fa scaturire una grandissima curiosità e una voglia di saperne di più già dalle prime battute. Anche lo stile cambia leggermente, o meglio pone ancora di più l’accento sui ritmi e l’estetica delle origini del cavaliere mascherato e di quegli anni ‘50-’60 con le geometrie pesanti e sfarzose. Siamo però ben lontani da quel periodo, soprattutto quando il nostro eroe richiama la sua fidata vettura, dalla quale non può che infilarcisi con un salto agilissimo, sottolineato dal rallenty tipico del bullet time di Matrix e dalla quale viene eiettato alla bisogna, come se fosse in una fionda. Nulla di comodo quindi, ma sicuramente funzionale, di certo adeguato ad un eroe instancabile nella sua notte eterna. Il suo volo è sempre più sinuoso, come un falco che cala da un’altura, pronto a colpire la sua preda e che può scegliere di allungare sfruttando il rampino. Una danza, una vera gioia per gli occhi e basterebbe questo per poter passare ore a girare tra le case, svolazzando come Superman - del quale esistono molti easter egg e pare anche prossimo progetto di Rocksteady - ma non c’è tempo da perdere e si deve subito atterrare su un doccione, appesi come pipistrelli, per analizzare la situazione e scendere in picchiata sui nemici o affrontare quelle che sono le missioni principali o secondarie. Tutte sono ben indicate e dichiarate, anche quelle secondarie hanno assolto il piacere delle papille gustative e vorrete trascorrervi più tempo possibile. C’è ancora Joker, come potrebbe non esserci, sua nemesi principale, presenza ingombrante da vivo, ma anche da morto si dimostra un’ ombra pesante da cancellare.

Un girone di follia che sembra aver portato Batman ad aver quasi perso la ragione, anche se pure in questo caso torna un altro dei villain per eccellenza, lo Spaventapasseri. Molto belle le sequenze in stile platform già viste, ma qui le sue tossine avranno un ruolo chiave. Ogni nemico suona uno strumento mortale e l’orchestra suona una melodia funebre, per un epilogo che sembra già scritto, ma in realtà ha uno script in continuo movimento ed evoluzione e ciò che sembra andare in una certa direzione, vira brutalmente in un’altra. La vettura super corazzata del cavaliere oscuro è anche un carro armato, con i comandi che cambiano e diventano più pratici e comodi per il nostro pad, oltre ad essere più precisi e poi torna ad essere quel felino che si infila nel dedalo metropolitano, per trovare la via più rapida.

Non citerò la versione PC, che come tutti sappiamo ha avuto problemi, perchè non ho avuto modo di testarla, ma si può dire che quella PS4 sia un vero capolavoro. Difficilmente noterete i 30 fps, anzi sarà come vedere un film in cui gustare le sequenze con il giusto ritmo. Pioggia, luci, texture più corpose, combattimenti, cambio di visuale, nulla sembra infastidire il motore grafico che è indubbiamente migliorato sotto ogni punto di vista, anche se la prima apparizione dell’Unreal Engine 3 dell’Uomo Pipistrello fece un effetto ancora più devastante. Ritorna anche una modalità detective piuttosto rinnovata nelle sue meccaniche, non semplice, ma sicuramente non difficile da gestire. Gli scontri contro gli avversari è tutto da botte da orbi, grazie anche ai miglioramenti delle abilità e in base a quanto sceglieremo di potenziarle, ci permetterà di godere di nuove tecniche e strumenti innovativi per abbattere il crimine.


CONSIDERAZIONI FINALI
Chi si fosse annoiato nei capitoli ormai annuali si deve completamente ricredere, il team di Rocksteady ha infatti ripreso saldamente le redini del brand, sfornando un gioco maturo, bellissimo da vedere, interessante da giocare, attraente sotto tutti i punti di vista. Anche solo chi avesse fatto l’errore di non giocare il seguito del primo titolo, si troverà in mano qualcosa di nuovo, gli altri sapranno che questo è tutto ciò che potevano sperare di upgrade a ciò che hanno già vissuto precedentemente.

07 Luglio 2015

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