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Domenica 04 Dicembre 2016

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The Elder Scrolls Online - recensione PS4

The Elder Scrolls Online - recensione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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L'ultima produzione Zenimax passa dal PC alle console, con tutti i miglioramenti che sono stati apportati a questo titolo, in parte molto atteso, in parte criticato. Ora è tempo di armarci e scendere in campo, ancora una volta, ma le scelte saranno solo nostre.

Tamriel è nei guai e siamo qui per raccontare le cronache dell'Era degli Eroi. Molag Bal stà cercando di portare l'oscurità su queste terre fondendo Nirn e Oblivion diffondendo creature demoniache e violenza in ogni dove. Vengono così create dai popoli liberi 3 alleanze che avranno il compito di scongiurare l'imminente pericolo. Starà a noi scegliere a chi appartenere e dimostrare il nostro valore per riportare la pace in tutta Tamriel. Detta così sembra la trama di un qualsiasi RPG fantasy che si rispetti, ma invece siamo qui per parlare di uno dei più ambiziosi MMORPG mai creati. Partendo dalle solide basi di Skyrim, Zenimax si è presa carico di portare quel mondo popolato da draghi, orchi e altre creature fantastiche nell'universo online. E dopo svariati ritardi dovuti ad un lavoro non semplice da compiere, il prodotto finale è arrivato nelle nostre console next-gen, carico di magia ma anche di qualche peccatuccio.

La struttura è quella classica degli Elder Scrolls, e quindi facilmente riconoscibile da tutti gli appassionati della serie. Dopo aver scelto la razza e di conseguenza l'alleanza a cui appartenere, verrà il momento della creazione del nostro avatar in puro stile Bethesda. Le classi selezionabili sono solo 4 e possono sembrare davvero pochine (Dragonknight, Nightblade, Sorcerer o Templar), ma scopriremo ben presto che consentono un gran numero di combinazioni e personalizzazioni come, ad esempio, lo stregone picchiatore. Ma procediamo con ordine: il Dragonknight è il classico guerriero votato alla forza fisica e alle armi pesanti. I Nightblade prediligono l'astuzia per scivolare alle spalle dell'avversario per infliggere numerosi danni, I Sorcerer si affidano ovviamente ai manuali di magia per incantesimi sempre più distruttivi e infine i Templar, personaggi molto versatili che spaziano dalle abilità di cura a quelle di supporto in battaglia. Come già detto però, le classi non sono strettamente legate a se stesse, e se vorremo equipaggiare un Sorcerer con uno spadone a 2 mani, basterà acquisire le abilità specifiche e non risulterà un personaggio sbilanciato.

Scelta la classe è ora di personalizzare il nostro paladino scegliendo aspetto fisico e tratti somatici. Le personalizzazioni sono tante, a partire dai tratti del volto come la dimensione del naso, delle orecchie e degli occhi, per arrivare ai tatuaggi o alle cicatrici che ricoprono il nostro corpo. Benché su questo lato la personalizzazione risulti un po' più limitata rispetto a Skyrim, avremo davvero tante scelte da fare e tante possibili personalizzazioni da realizzare.

Una volta terminata la creazione del personaggio verremo catapultati in una specie di limbo (uguale per tutti i giocatori) in cui potremo guadagnare i primi punti esperienza, raccogliere i primi equipaggiamenti e prendere confidenza con il sistema di gioco, già molto caro a tutti gli appassionati degli Elder Scrolls. Finita questa prima scorreria ci ritroveremo in un nuovo ambiente, che stavolta sarà diverso in base all'alleanza scelta durante la creazione del personaggio. Da qui partiranno tutte le nostre avventure e la possibilità di diventare addirittura imperatore grazie alle lotte tra fazioni. In pratica, una volta raggiunto il decimo livello, avremo la possibilità di essere trasportati a Cyrodill, abbandonando temporaneamente la trama principale, dove potremo combattere con la nostra fazione contro le altre, guadagnando Alliance Point e facendo strada e carriera fino al raggiungimento del titolo imperiale. Questa possibilità risulta molto interessante, e permette praticamente a chiunque di poter partecipare a combattimenti su larga scala senza faticare troppo (anche se per primeggiare dovrete davvero darvi da fare).

Tornando alla trama principale balza subito all'occhio che, almeno all'inizio, le missioni disponibili non sono subito molte e spesso difficilmente riconoscibili nel traffico della città da cui partiremo. Tuttavia và fatto notare che non sono strutturate solo come tante piccole missioncine inutili e ripetitive tanto per fare esperienza, ma verremo coinvolti da subito iin una sceneggiatura ben studiata, dove potremo spesso interagire con i personaggi non giocanti che ci daranno consigli e nuovi obiettivi di volta in volta. Durante le prime fasi dell'esplorazione potremo prendere ulteriormente confidenza con i comandi (almeno per i neofiti) e con alcuni “trucchi” per potenziare l'equipaggiamento a nostra disposizione, per esempio rubando armi e armature ai mercanti per poi ripulirle in apposite zone della mappa per renderle utilizzabili (se venite beccati da una guardia mentre indossate qualcosa di rubato, dovrete restituirlo). Nelle varie location potremo quindi commerciare, rubare, intraprendere missioni o interagire con gli altri giocatori, magari creando dei party per affrontare insieme le missioni più dure.

Ma veniamo al lato tecnico di tutta la faccenda che è quello che importerà ai più, visto che questo titolo deve raccogliere un'eredità importante. Il motore di gioco fa bella figura di se su Ps4 e Xbox One, regalando paesaggi maestosi e città vive e belle da vedere. Chiaramente dovendo gestire un numero incredibilmente alto di giocatori contemporaneamente, i bug sono tanti e frequenti ma non danno fastidio più di tanto. Il motore di gioco risulta essere solido e ben sfruttato ed è facile trovarsi immersi nel mondo di gioco più che in molti altri di questo genere. Anche il comparto audio è ben studiato con musiche di sottofondo evocative e dialoghi parlati per ogni personaggio non giocante (non c'è l'italiano ma sono comunque presenti degli ottimi sottotitoli, ottimi soprattutto per le dimensioni ragionevoli). Le informazioni a schermo sono molto minimali e si limitano alla barra superiore con i punti cardinali e le locazioni e la rosa delle abilità che compare durante i combattimenti. Non è presente una mini mappa per spostarsi ma dovremo fermarci ed aprirla a tutto schermo per consultarla. Ma se da un punto di vista questa pulizia nell' Hud del giocatore può risultare limitante (vedremo tanti personaggi fermi immobili che in realtà stanno consultando la mappa), da un altro punto di vista aiuta nell'immersività del giocatore che non vedrà troppe informazioni, a volte inutili, a video.

CONSIDERAZIONI FINALI
In definitiva il titolo è molto ambizioso perché deve staccarsi dalla tradizione di saga Single Player per entrare nello sconfinato mondo dei giochi online. Zenimax riesce parzialmente bene nel centrare l'obiettivo mettendo a nostra disposizione un titolo solido, con una bella trama e bello da vedere. I difetti ci sono e in tutti i casi fanno sembrare che il gioco sia solo single player e non multiplayer (saremmo spesso soli a girovagare nelle nostre avventure) ma è anche vero che questo può contribuire a rendere il distacco dagli altri Elder Scrolls meno netto e più appetibile. Consigliato vivamente per la ricchezza di contenuti e per la trama come sempre ottima, per il comparto grafico di tutto rispetto e per il coinvolgimento che ci farà gridare più di una volta “FUS ROH DAH!”

21 Giugno 2015

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