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DA GRIGIOROSSO

Giampaolo saluta, altra estate 'calda'

Marco Giampaolo

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Ivan Ghigi

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Un colpo scuote la calma piatta grigiorossa: non è un colpo basso, ma fa male lo stesso. Marco Giampaolo sceglie la serie A e non gli si può nemmeno dare torto. Il calcio dei 'grandi' che aveva dimenticato il tecnico dal settembre 2013, quando lo avevano dato in fuga da Brescia, scomparso, desaparecido, adesso bussa al cancello del Centro Arvedi: c'è la serie A che chiama, dalle parti di Empoli. Vuoi mettere la Lega Pro con la massima serie? Vuoi mettere preparare la sfida con la Giana e quella contro Milan, Juventus e compagnia bella? Alzi la mano chi non farebbe le stesse scelte di Giampaolo. A dimostrazione che sulla panchina grigiorossa non sedeva un allenatore qualsiasi ma una persona colta, preparata e professionalmente esemplare, sono bastati sei mesi alla guida della Cremonese (dal novembre 2014 ai giorni nostri) perché il grande calcio si ricordasse di Giampaolo. Un treno che prendi adesso o mai più. Anche se la Cremonese ha in mano un altro anno di contratto.

La Cremonese può farci poco, o forse avrebbe potuto fare altro, magari incontrando il tecnico e cominciando a portare avanti i programmi per la prossima stagione, ma a Cremona, quando termina il campionato, c'è sempre quella vacatio in cui non accade mai nulla e non si decide nulla, in cui il silenzio di tutti alimenta solo tante chiacchiere. Probabilmente Giampaolo avrebbe salutato ugualmente la Cremonese: un conto essere chiamato ai primi di giugno, una altro quando sei già a luglio con la preparazione imminente. Di certo Giampaolo non sbatte la porta perché in contrasto con la società, o perché poco soddisfatto dei piani societari grigiorossi: le due parti non si sono ancora incontrate, lo faranno solo per salutarsi.

Il dato di fatto è uno solo: la Cremonese si ritrova senza un allenatore, l'ennesimo, con un gruppo di giocatori collaudato che dovrebbe affrontare un campionato di vertice. Tra i tanti nomi circolati come possibili sostituti, quello di Fulvio Pea che ha salvato un Monza fallito e composto da ragazzini, appare forse il più affidabile per la categoria. Però a Cremona c'era un lavoro programmato da tempo, che qualche soddisfazione cominciava a dare. Ora ci si deve riadattare ai metodi e al gioco di un nuovo tecnico, che deve calarsi nella realtà grigiorossa.

Abbiamo fatto il callo a vedere tante facce nuove alternarsi sulla panchina grigiorossa. L'altro interrogativo che si apre è: quanti e quali giocatori decideranno di cambiare aria? La Cremonese in Lega Pro è una realtà solida, non più un 'paradiso' ma una sicurezza quando si parla di stipendi: difficile pensare che un giocatore cambi volontariamente casacca per restare in categoria. Il problema adesso sarà trattenere coloro che hanno richieste in categorie superiori e che sarebbero rimasti a Cremona con Giampaolo al timone.

L'interrogativo maggiore però resta sempre quello: con la partenza di Giampaolo, quanta credibilità perde ancora la Cremonese? Avrà la forza di mettere sul tavolo un piano di rilancio, sulla base della stagione appena conclusa, tale da convincere anche i giocatori più ricercati a restare un altro anno? La più grande conquista, come avevo scritto l'ultima volta, consisteva proprio un quel credito di fiducia che i grigiorossi stavano riconquistando con un lavoro programmato. Nel calcio non esistono logiche precise, non si può prevedere il futuro, ma il presente è da riscrivere.

06 Giugno 2015

Commenti all'articolo

  • Giorgio

    2015/06/06 - 18:06

    Perche' non cercare Maspero e inserire nell'organico un centrale di categoria, un centrocampista con i piedi buoni e una punta?

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