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Pomì, ma quale favola? Un progetto solido con un solo obiettivo: vincere

Pomì, ma quale favola? Un progetto solido con un solo obiettivo: vincere

Le ragazze della Pomì salutano i tifosi al PalaRadi

luca puerari

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Sono passati alcuni giorni dalla vittoria dello scudetto della pallavolo femminile della Pomì e forse, finiti i festeggiamenti, solo ora si comincia davvero a cogliere il senso pieno di questo successo, certamente inatteso ma sicuramente non casuale. In certi casi è facile abusare di espressioni come miracolo, impresa incredibile, vittoria epica, favola e via di questo passo... E' lo sport, che vive di passione e di vicende umane, che porta a raccontare in questi termini una battaglia sportiva, una vittoria sul campo. E, sotto un certo punto di vista, credo sia il bello dello sport visto come racconto di vita e non solo come gesto tecnico.

 

La vicenda della Pomì Casalmaggiore si presta ad essere raccontata come la 'favola' delle pantere rosa guidate dal prode Mazzanti. Gli ingredienti sono perfetti: un gruppo di ragazze brave, belle e sempre sorridenti (il che non guasta), una divisa rosa che più rosa non si può, un coach giovane (ma di successo) e carismatico. Questa è solo una lettura dell’evento che abbiamo appena seguito e per il quale tutta la provincia ha esultato, protagonista inattesa di una vicenda bellissima di sport e passione. Ma le favole – come i sogni - finiscono, durano una notte, poi ci si sveglia e ci si accorge che la realtà è diversa.

 

Quella della Pomì Casalmaggiore è una avventura, un viaggio partito qualche anno fa con coraggio. E’ una sfida, ora vinta, destinata a rappresentare un nuovo inizio. Almeno questo è l’obiettivo di tutti: società, sponsor, squadra e tifosi. Una avventura fatta di successi intermedi che hanno rafforzato la solidità della sfida e hanno fortificato un gruppo di anno in anno arricchito da giocatrici importanti perfettamente calate nel progetto. E che il progetto si sviluppi in provincia, in una cittadina di 15mila abitanti, non è di per sé un valore penalizzante o un limite.

 

La Pomì Casalmaggiore è una squadra abituata a vincere e la dimostrazione netta di questa qualità si è vista nelle gare decisive di questa stagione e in modo particolare nelle partite senza domani dei playoff scudetto, prima in semifinale con Conegliano e poi nella finalissima con Novara. I polsi delle pantere di Casalmaggiore non hanno mai tremato di fronte alle più quotate (sulla carta) squadre avversarie che proprio sul piano psicologico e del carattere hanno alzato bandiera bianca. Gara-5 a Novara, la partita vinta 3-1 dalla Pomì che ha regalato lo scudetto a Casalmaggiore, da questo punto di vista è stata persino clamorosa.

 

Quale favola? Siamo di fronte ad una sfida coraggiosa che presto si è trasformata in un progetto a medio lungo termine con un solo obiettivo: la vittoria. E adesso, ottenuta la vittoria (forse anche prima del previsto) comincia il difficile: confermarsi. La sfida è accattivante e le motivazioni saranno a mille: oltre al campionato ci sarà la Champions League.

 

Mi auguro che oltre alla Pomì anche Cremona possa e sappia essere protagonista di questa vicenda sportiva e l’amministrazione comunale dia il massimo per fare del PalaRadi (sempre ribollente di passione) la ‘casa’ della squadra di Mazzanti.

19 Maggio 2015

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