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Sabato 10 Dicembre 2016

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Lotito, Sacchi e Parma: quando il calcio si fa male da solo

Lotito, Sacchi e Parma: quando il calcio si fa male da solo

Claudio Lotito

luca puerari

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Claudio Lotito, presidente della Lazio, intercettato al telefono spiega che se il Carpi venisse promosso dalla serie B alla serie A per il calcio italiano sarebbe un guaio, una disgrazia epocale per il sistema; Arrigo Sacchi, ex ct della Nazionale e storico allenatore del Milan, commentando il recente torneo di Viareggio, ha detto che “vedere così tanti giocatori di colore è un’offesa per il calcio italiano”; la lunga agonia del Parma, ormai sul baratro del fallimento (la notizia del rinvio della partita Parma-Udinese è un'altra tegola sulla società e sulla regolarità del campionato).

Tre flash che tracciano un quadro desolante del calcio italiano. Se dal punto di vista tecnico il nostro calcio sta dando segnali di ripresa (le squadre si stanno ben comportando nelle competizioni europee e anche il recente mercato di gennaio ha portato in Italia alcuni giocatori di sicuro prospetto) per ciò che riguarda quella che potremmo definire la 'politica sportiva' siamo a livelli di allarme rosso.

Il caso Lotito, se proprio vogliamo vedere, fa il paio con il caso Parma. Il presidente della Lazio, nonché consigliere della Federcalcio, sostiene che il Carpi in A sarebbe «una rovina», che Maurizio Beretta (presidente della Lega di A) «conta zero», che i soldi dei diritti tv vengono prima di tutto e che, con le promozioni di club piccoli, rischiano di finire in tempi rapidi.

Lotito 'dimentica' che le promozioni, fino a prova contraria, sono decise dal campo e non dal conto in banca del patron di una squadra e men che meno dal numero di abitanti di una città.

Se il teorema Lotito fosse vero cosa ci fa in serie A (e ormai da alcuni anni) il Chievo, conosciuto da tutti gli appassionati del pallone come la 'squadra di un quartiere di Verona'?

Se il teorema di Lotito fosse vero cosa ci fa in serie A il Sassuolo, squadra espressione di una cittadina di 41mila abitanti (gioca a Reggio Emilia)? Se il teorema di Lotito fosse vero il Parma non sarebbe in queste condizioni, a un passo dal fallimento dopo il terremoto del 2004, quando il crac Parmalat di Calisto Tanzi portò all'azzeramento della società. Parma è una città ricca, è in testa in quasi tutte le classifiche che si occupano di qualità della vita. Eppure i giocatori non prendono lo stipendio da mesi, l'altro giorno sono stati pignorati i furgoni della società e la procura ha presentato istanza di fallimento. Lotito è fuori strada. Semmai sarebbe serio porsi il problema di un campionato di serie A più snello, magari a 16 squadre.

La vicenda che ha visto protagonista Arrigo Sacchi è davvero paradossale. Il tema del numero di giocatori stranieri in Italia é serio e si deve discutere in modo serio. Se lo si pone nei termini scelti dall'ex ct azzurro - “ci sono troppi giocatori di colore” - allora ci si deve aspettare la bufera. Che puntualmente si è abbattuta sull'Arrigo nazionale, per la verità difeso da pochi. Sacchi dovrebbe sapere che ci sono giocatori italianissimi che hanno la pelle nera: Mario Balotelli è il più famoso ma tra gli emergenti c'è anche Stefano Okaka, nato a Castiglione del Lago (Perugia - Umbria – Italia). Ammesso e non concesso che Sacchi facesse un ragionamento relativo al calcio giovanile non è certo dal tema del colore della pelle che è utile partire se si vogliono migliorare i vivai. Lo sport e il calcio è aperto a tutti, giocano i migliori.

20 Febbraio 2015

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