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Sabato 10 Dicembre 2016

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Genova vola e Milano precipita: se anche il calcio va alla rovescia

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Mihajlovic in panchina

luca puerari

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Genova vola e Milano precipita. Da qui alla fine del campionato le cose probabilmente cambieranno ma ora la situazione della classifica della serie A parla chiaro: Genoa e Sampdoria veleggiano in posizioni da Champions League mentre Milan e Inter arrancano in posizioni non consone al loro blasone.


Il campionato di Genoa e Sampdoria merita di essere sottolineato e analizzato attraverso alcune figure che caratterizzano società e squadre. Due presidenti diversi ma unici. Preziosi, quello del Genoa, ha un fiuto speciale per il mercato ed è uno di quei dirigenti sempre a caccia di talenti; Ferrero, quello della Sampdoria, più che un presidente è uno show man che ha saputo ridare entusiasmo a una piazza che sorrideva solo pensando alla Samp di Vialli e Mancini.


Ma per capire un po' meglio il fenomeno Genova è meglio scendere in campo, o meglio, accomodarsi in panchina. Lì troviamo Gian Piero Gasperini e Sinisa Mihajlovic, due personaggi straordinari anche in questo caso per motivi diversi.


L'aria di Genova, sponda rossoblu, è un vero e proprio toccasana per Gasperini che era uscito con le ossa rotte dall'esperienza all'Inter, squadra che 'macina' gli allenatori come nessun'altra. Al Genoa è tornato a insegnare calcio, la cosa che sa fare meglio: con un organico di buon livello ma non di campioni, mago-Gasp ha costruito una squadra che a Marassi impone il suo gioco e che in trasferta è capace di sviluppare un contropiede spesso letale. E quando l'orchestra suona una buona musica i solisti hanno la possibilità di emergere: è il caso di Perin, portiere giovane ma già solido e destinato a diventare il vero erede di Buffon anche in maglia azzurra. Ma è anche il caso di Perotti, esterno d'attacco di talento che si era perso al Siviglia (al punto di essere 'prestato' al Boca Junior) e che al Genoa sta facendo la differenza.


In casa blucerchiata Mihajlovic ha costruito una Sampdoria a sua immagine e somiglianza: una squadra fatta di carattere, personalità e grinta con una difesa solida e capace di far male con gli uomini dell'attacco che stanno facendo un campionato super. Mi riferisco a Okaka, già nel mirino di Conte (oltre che di Milan e Inter), Eder e Gabbiadini.


Parlare di fenomeno Genova, o addirittura di miracolo Genova, forse è fuori luogo. Genoa e Sampdoria sono società e squadre solide, con una visione chiara del presente e anche del futuro. Le pedine ci sono e sono tutte al loro posto.

Non è così a Milano, su entrambe le sponde.


Il Milan aveva presentato il nuovo corso affidandolo alle mani di Seedorf ma dopo pochi mesi mezza società faceva già campagna elettorale per Inzaghi, presentato con aspettative importanti apparse, ai più, eccessive. E i fatti si vedono: il Milan di Inzaghi ad oggi ha meno punti del Milan di Seedorf. Certe strategie di mercato appaiono incomprensibili: perchè puntare su Torres, un attaccante che nelle ultime stagioni aveva chiaramente dimostrato di essere un ex grande giocatore? Ora Torres è un oggetto ingombrante: Berlusconi quasi ne impone l'utilizzo (c'era da aspettarselo...) e intanto Pazzini fa la muffa in panchina.


All'Inter le cose vanno ancora peggio. La squadra non è da terzo posto ma neanche da dodicesimo e deve risollevarsi. Mazzarri è stato esonerato (tardivamente) ed è arrivato Mancini che gode (giustamente, visto il passato) di un bonus da parte di tutto l'ambiente. Il Mancio ha in mano una squadra costruita per fare un calcio diverso dal suo e stravolgere il gruppo ora non è possibile. A gennaio qualche ritocco è quasi obbligatorio: i grandi giocatori a gennaio non si muovono e comunque l'Inter non ha i soldi per poterseli permettere. E allora Mancini spera nell'arrivo di un paio di giocatori utili alla causa, penso a un terzino che sappia marcare e a un esterno d'attacco che sappia saltare l'avversario diretto. La parola passa a Thohir che dovrà allargare i cordoni della borsa della spesa.

11 Dicembre 2014

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