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Mercoledì 19 Settembre 2018

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Dal 18 al 30 novembre - Galleria d'Arte Arianna Sartori - Mantova

Giorgio Somensari inaugura la mostra "Il Mincio come metafora di vita, dal Benaco al Po"

Giorgio Somensari inaugura la mostra "Il Mincio come metafora di vita, dal Benaco al Po"

dal 18/11/2017

al 30/11/2017

genere mostre

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Se volete trovare il Somensari pittore non andatelo a cercare nei pur gradevoli scorci di città o nei bei palazzi che sa rendere con professionale abilità. Lì troverete, di certo, un buon pennello ma difetterà quello che fa di una tavola, pur apprezzabile sotto l’aspetto tecnico, un quadro. Mancherà quel sottile e misterioso legame che tiene avvinto il fruitore all’opera: mancherà l’anima. Sì perché l’anima di Somensari è spersa in mezzo alla Natura che lui sa raffigurare con tale maestria da far sembrare facile ciò che al contrario, per altri, è così difficile da rendere. Somensari artista è nei suoi verdi dalle mille tonalità, nelle trasparenze delle sue acque mai ribollenti o impetuose ma calme, tranquille, rasserenanti; nei cieli che chiudono con un trionfo di azzurre stesure le sue composizioni. È raro trovare una così profonda compenetrazione tra dipinto e dipintore.

Si ha a volte la sensazione che Somensari, albero esso stesso tra gli alberi, sveli i suoi simili solo a chi sappia coglierli. Sì, perché come si dice valore di un pittore da come sa trattare le mani nelle proprie composizioni figurative, così si rileva il valore da come si sa rendere la vegetazione e soprattutto gli alberi nelle opere naturalistiche. Una Natura che Somensari non blocca nell’algido realismo di un acuto osservatore ma che ammorbidisce e interpreta come sa fare solo chi ama profondamente ciò che tratta. Ma è soprattutto nel rapporto con l’acqua che Somensari si disvela: larghe le sue pennellate trasparenti a fare da fondale a quella soave pace che la Natura sa offrire, se si è in armonia con essa. Magico l’effetto di duplicazione dell’immagine che si coglie nel riflesso di quel ineffabile liquido mondo che diviene punto focale della rappresentazione.

È naturale quindi che Somensari si identifichi, novella pagana divintà, con quel corso d’acqua che finisce per personificare il suo paesaggio: quel fiume che scende vivace e giovinetto dal gran lago, che si ammorbidisce nella sua maturità attorno alle antiche mura di Manto, per finire la sua esistenza nei torbidi flutti del gran padre Padus. Somensari scorre la vita del suo fiume come proprio percorso terreno ed è per questo che nei suoi quadri si vive quella misteriosa e catturante sensazione di serenità cullata dai molteplici verdi di fondo rotti, qua e là, da quei rossi aranciati che, a volte, compaiono a punteggiare il suo paesaggio.

Per info: 0376 324260

Giorgio Somensari nasce a Mantova il 24 gennaio 1936, inizia a dipingere all’età di 16 anni, mostrando fin da subito una spiccata sensibilità e un precoce talento. Artisticamente è un autodidatta. Nipote di Luigi Somensari, artista degli anni Venti, dipinge paesaggi lacustri e scorci cittadini di Mantova, dapprima seguendo le orme dello zio paterno. Diplomatosi geometra, lavora come dirigente per un’azienda di laterizi che lo porta a trascorrere molto tempo lontano dalla sua città e di conseguenza a trascurare anche la pittura. Dal 1996, cessati gli impegni lavorativi, si dedica interamente all’attività artistica. Numerose sono le mostre personali e le rassegne collettive a cui partecipa. Da segnalare è, inoltre, la frequentazione del Laboratorio di Anna Moccia con il Gruppo “I pittori di Via Mazzini”. Di lui hanno scritto diverse persone autorevoli su altrettante testate giornalistiche.